Negli ultimi tempi
sorprendenti sacche di disinformazione, dove abbondano i pregiudizi
e fanno testo le suggestioni accattivanti della pubblicità
o le semplificazioni salutiste dei mass media, hanno imposto alle
carni e ai salumi di pagare un tributo sproporzionato a mode alimentari
che hanno riversato sulle proteine e sui grassi animali ogni genere
di responsabilità. Questo atteggiamento distruttivo, in realtà,
non tiene conto del fatto che nella “dieta” raccomandata
dagli specialisti esistono sempre delle quantità minime e
massime per qualsiasi alimento e che i grassi, come le proteine
e i carboidrati, costituiscono nutrimenti fondamentali per la vita
umana.
Inoltre, la composizione della carne suina, negli
anni recenti, è notevolmente cambiata a seguito degli interventi
degli allevatori sulla linea genetica e sui mangimi.
Le carni di maiale e quindi anche i salumi, sono oggi meno grassi
di un tempo e soprattutto hanno un rapporto quasi paritario tra
quelli saturi e quelli insaturi.
In conclusione, la tradizione e il buon senso testimoniano che l’uomo
si è sempre giovato del consumo di carni fresche e conservate;
sarà il tipo e lo stile di vita a condizionarne la frequenza
dell’uso e la grandezza delle proporzioni.
Il vero pericolo si identifica nell’eccessiva
sedentarietà del cittadino moderno e quindi della sproporzione
tra entrate alimentari e spese energetiche. |